Nella Timeline — la vista di default — lo stato di un task era solo un cerchietto
colorato: ambra col puntino da 1.5px per "in corso", violetto col puntino da 2px per
"in revisione". A 20px sono lo stesso oggetto. Solo "in revisione" aveva un title; gli
altri tre stati non avevano ne' testo, ne' tooltip, ne' aria-label — l'opposto della
regola UX 3 del design system, che chiede colore + testo, mai colore da solo.
Il punto pero' non era la somiglianza fra i due colori. "In revisione" non significa
quello che dice 5547e55, che lo descriveva come controllo qualita' interno: nel flusso
reale vuol dire "consegnato, aspetta l'OK del cliente". E' uno stato che richiede
un'azione, e per questo un cerchietto muto era il problema vero.
- Le quattro icone si distinguono per forma, non solo per colore, quindi reggono anche
in bianco e nero e con un daltonismo: vuoto -> punto -> spunta vuota -> spunta piena.
La spunta compare a lavoro finito e si riempie a lavoro confermato.
- Pill di testo solo su "in corso" e "in revisione". "Da fare" e' un cerchio vuoto e
"fatto" ha il titolo barrato: etichettarli aggiungeva rumore, non informazione.
- Il conteggio dei task in attesa sta nell'header della fase, quindi si legge anche a
card chiusa. Serve davvero: l'admin puo' forzare una fase su "completata" dalla
select, e in quel caso la card parte collassata con dentro la richiesta.
- Legenda + micro-copy sopra entrambe le viste: chi revisiona, e che ogni pagina include
un giro di revisione — l'informazione commerciale che il cliente non aveva da nessuna
parte. Rimanda alla chat della fase, che esiste gia'.
- Colonne del kanban cliente colorate con le stesse tinte dell'icona in Timeline: prima
erano quattro colonne grigie identiche.
- Icona aria-hidden + sr-only, cosi' lo screen reader annuncia lo stato anche sui due
che non portano la pill.
La barra di avanzamento non e' stata toccata: un task in revisione conta come uno in
corso, cioe' zero. Cambia il tipo di lavoro, non l'avanzamento — gonfiare la percentuale
le avrebbe fatto dire una cosa che il contatore "x di y task" smentiva una riga sotto.
Visual e copy in un solo file, e la legenda si genera da TASK_STATUSES: un quinto stato
non lascera' indietro una lista scritta a mano. Stessa disciplina di 5547e55, nata
proprio perche' due liste fisse avevano fatto sparire dei task senza un errore.
Nessuna migration: e' solo UI.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 <noreply@anthropic.com>
La cosa da rileggere fra sei mesi: propagare una modifica richiede
insieme il filtro allargato a edited_at e il watermark del client sul
massimo dei due timestamp. Una sola delle due e o la modifica non
arriva, o arriva a ogni giro per sempre.
Più il perché di due scelte che sembrano sviste: il non-letto resta su
created_at, e la foto è un URL esterno perché l'upload su volume non
esiste (la deroga LOCKED #5 è scritta ma mai costruita).
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Due mancanze emerse provando la chat a canali in produzione.
**Modifica dei messaggi** (migration 0022, additiva, già applicata a
prod). Modello Slack/Discord: si corregge un proprio messaggio senza
limite di tempo, il testo precedente non si conserva, accanto all'ora
compare «modificato». Scelta deliberata, annotata in STATUS.md.
Il punto delicato non è la scrittura ma la propagazione: il poll chiede
`created_at > since` e una modifica non cambia `created_at`, quindi
l'altra parte vedrebbe il testo vecchio fino a un reload. Il filtro ora
guarda anche `edited_at`, e il watermark del client è il massimo fra i
due su tutti i messaggi — senza, il server rispedirebbe lo stesso
messaggio a ogni giro per sempre. Il merge per id già esistente fa il
resto, quindi niente duplicati.
Il non-letto resta ancorato a `created_at` di proposito: correggere un
refuso non deve riaccendere il pallino di un canale già letto.
Si modifica solo ciò di cui si è autori — il controllo è su `author`,
non solo sulla proprietà dell'entità, e lo rifà il server.
**Firma in chat.** Il nome era la stringa "iamcavalli" cablata nel
pannello: il cliente leggeva il marchio dove si aspetta una persona. Ora
arriva da `settings` (nessuna migration) con foto via URL esterno, che
rispetta il vincolo LOCKED #5 — l'upload su volume non esiste, la
deroga per l'audit è scritta in CLAUDE.md ma non è mai stata costruita.
Avatar rotto o assente ricade sul monogramma.
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Il pattern che vale la pena rileggere: la chiave del canale è derivata,
non è una colonna, e sta in un modulo condiviso perché le due sponde
devono concordare al carattere. Più il perché del letto/non-letto
asimmetrico (tabella per il cliente, timestamp per l'admin).
Chiude anche il caveat in STATUS.md sulla risposta admin che finiva
sempre sul thread generale.
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Il portale aveva una sola conversazione con un selettore di fase in un
dropdown: il cliente non vedeva dove c'era del non letto, e una risposta
admin poteva atterrare su un'entità diversa da quella della domanda.
Ora i messaggi si organizzano in canali — "Generale" più uno per fase —
derivati in un solo posto (src/lib/chat-channels.ts) così che le due
sponde concordino sulla stessa chiave. Task e deliverable non sono più
scrivibili ma lo storico non resta orfano: rientra nel canale della fase
proprietaria conservando il nome dell'entità come badge.
- migration 0021 (additiva, già applicata in prod): client_channel_reads
per il letto/non-letto per canale lato cliente, più il primo indice mai
esistito su comments (entity_id, created_at)
- GET/POST /api/client/chat: polling dei messaggi e ricevuta di lettura
- ChatPanel: tab per canale, pallino di non letto, modalità full-screen
- inbox admin: tab per canale con targeting dell'entità corretta in
risposta e snapshot di adminLastReadAt sul thread
Co-Authored-By: Claude Opus 5 <noreply@anthropic.com>
Guardando il DB: Caruso Speaker / B ha offer_value_override = 7500 a
fronte di un calcolo di 20.250. La 0020 non fa backfill, quindi quel
numero è stato messo a mano dal tab Offerte — updateOfferValueOverride è
provata sul campo, non più solo buildata.
Resta scoperta Rossi Inc / B: venduta a 7.000, il portale mostra 20.250.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 <noreply@anthropic.com>
Cosa è stato verificato davvero: build e lint verdi, migration 0020
applicata a prod prima del push con la colonna riletta a conferma,
deploy atterrato (immagine taggata 44be190 = HEAD).
Cosa no, e ora è scritto: le pagine non sono state rese a runtime.
.env.local è scaduto su tre fronti — ADMIN_PASSWORD, NEXTAUTH_SECRET e
la password del DB — e l'host che dichiara (…:5432) è chiuso dal
firewall; il DB vero sta su 127.0.0.1:54321. Estrarre la password viva
dal container è bloccato dal classifier e non è stato aggirato. La nota
tecnica che dava per buone quelle credenziali diceva il falso.
Aggiunto come vedere se un deploy è atterrato: il tag dell'immagine in
docker ps è lo SHA del commit.
REQUIREMENTS: HUB-14 e HUB-15 registrati come fatti, HUB-16 apre la
verifica a mano che resta da fare, e il riallineamento di .env.local
entra fra le cose aperte.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 <noreply@anthropic.com>
Barra di avanzamento a tutta larghezza (via il max-w-[1200px]).
Card offerta: rimosso l'accordion "Cosa è compreso". La lista servizi non
arriva più al client — client-view.ts legge dai servizi i soli prezzi — e
OffersSection perde il suo unico useState, quindi anche il "use client".
"Valore incluso" diventa "Valore dell'offerta" e accetta un override manuale
(migration 0020, project_offers.offer_value_override). Prima era sempre la
somma dei prezzi di catalogo del tier: in produzione mostrava €20.250 su
offerte vendute a 7.000 e 5.500. NULL torna al calcolo, 0 nasconde la riga.
Si gestisce dal tab Offerte del progetto, che affianca la cifra calcolata
per far vedere cosa si sta sostituendo.
La somma calcolata vive ora in src/lib/offer-value.ts, letta sia dal portale
sia dall'admin: duplicarla avrebbe fatto divergere le due viste.
"Prezzo finale" diventa "Investimento finale" (il ricorrente resta "Canone
mensile").
Migration 0020 applicata a prod prima del push. Override tutti NULL, quindi
il comportamento resta invariato finché non se ne imposta uno.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 <noreply@anthropic.com>
Segue il mock design-reference/Client-Portal-Progress-Bar: "Step N" e lo
stato passano sulla stessa riga, il titolo fase resta sotto — due righe di
testo invece di tre — e il padding del contenitore scende da py-8 a py-3.
Altezza della sezione da ~147px a ~90px.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 <noreply@anthropic.com>
tasks.sort_order esisteva e veniva letto in ORDER BY, ma non era mai scritto se
non come max+1 all'inserimento: nel repo non c'era alcun riordino, per nessuna
entita'. @dnd-kit/sortable era gia' installato e mai importato.
Il nodo era PhasesTab: e' un Server Component con quattro closure "use server"
inline, che in un modulo client non compilano. Quindi niente conversione: le
righe restano renderizzate dal server e arrivano a SortableTaskList come
ReactNode opachi, che ci monta attorno solo la maniglia. E' la stessa forma di
PhasesViewToggle, che gia' passa un tab server-renderizzato come prop.
reorderTasks riscrive sort_order come 0..n-1 per tutta la fase invece di
scambiare due righe. Non e' pigrizia: in produzione una fase ha 14 task con
sort_order sparsi su 0..23 (buchi lasciati dai delete), le righe legacy stanno
sullo 0 di default e non esiste unique index su (phase_id, sort_order), quindi i
duplicati sono ammessi. La riscrittura completa normalizza tutto a ogni drop. Gli
id arrivano dal client, quindi vengono filtrati su quelli che appartengono
davvero alla fase.
Niente pacchetti nuovi: @dnd-kit/modifiers non c'e', e il vincolo verticale si
ottiene azzerando la X della transform.
Verificato a runtime contro il DB di produzione (build di produzione + tunnel
SSH, in sola lettura): la pagina progetto risponde 200 e rende 27 maniglie, che
sono esattamente i task delle fasi con piu' di un task. Il passaggio di nodi
server con "use server" inline attraverso il confine client regge.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 <noreply@anthropic.com>
Mettere una rata su "saldato" la faceva saltare in fondo. Non era un'impressione:
payments non aveva NESSUNA colonna d'ordine (ne' sort_order ne' created_at) e
nessuna delle 13 query che la leggono aveva un ORDER BY. Postgres fa seq-scan e
restituisce l'ordine fisico; una UPDATE in MVCC riscrive la tupla in coda, quindi
la riga aggiornata tornava ultima.
In produzione 3 progetti su 5 mostravano gia' l'ordine sbagliato (uno 30/20/50,
uno del tutto rovesciato 20/30/50, e la coppia legacy con Saldo prima di Acconto).
Per questo la migration 0019 NON fa il backfill per ctid, che avrebbe fotografato
lo scombinamento: ordina per percent DESC con tie su label, che ricostruisce
l'intento di tutti gli schemi esistenti. Verificato: rimette a posto tutti e 5.
Aggiunto anche l'indice su (project_id, sort_order): una FK non crea indice sul
lato referenziante, e payments non ne aveva alcuno oltre alla PK.
Ora le rate si rinominano e gli importi si sovrascrivono a mano (EditableCell +
updatePaymentField, con la stessa normalizzazione it-IT di updateServiceField).
L'importo scritto a mano e' legge: amount_locked lo esclude dal ricalcolo. Quando
la somma delle rate non corrisponde al totale il tab lo dice, con la cifra esatta,
invece di aggiustare di nascosto.
Lo schema a 3 rate passa da 50/30/20 a 50/25/25 (le righe gia' esistenti non
cambiano: vale solo quando lo si riseleziona).
Due bug trovati per strada e chiusi:
- rescalePayments decideva con some(percent !== null): bastava UNA riga con
percent per far entrare tutto il progetto nel ramo percentuale, che calcolava
newTotal * 0 e azzerava ogni riga con percent NULL. splitPayment inserisce la
Rata 2 proprio cosi', quindi splittare una rata e poi toccare il totale la
portava a zero. Ora la regola e' per riga, non per progetto.
- Il selettore di schema fa DELETE+INSERT e cancellava in silenzio anche status e
paid_at, con due rate gia' saldate in produzione. Ora chiede conferma, ma solo
quando c'e' davvero storico da perdere.
Migration 0019 applicata a prod prima del push.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 <noreply@anthropic.com>
Mancava il modo di dire "finito, ma da controllare prima di consegnarlo".
Il nuovo stato sta fra "In corso" e "Fatto" ed e' visibile anche al cliente:
il lavoro c'e' ed e' in controllo qualita', non e' fermo.
Il costo non era la logica ma la dispersione: tre letterali ricopiati a mano in
otto file, in tre forme diverse (allow-list a runtime, union TS, colonne kanban,
opzioni della select) e nessun CHECK in DB a tenerli insieme. Invece di
modificarne quattordici occorrenze, tutto deriva da TASK_STATUSES in
src/lib/task-status.ts: la prossima aggiunta costa una riga.
Due punti perdevano dati in silenzio, ed erano il vero motivo per centralizzare:
- recomputePhaseStatus considerava "iniziato" solo in_progress|done, come lista.
Una fase con tutti i task in revisione non rientrava ne' in allDone ne' in
anyActive e retrocedeva a "upcoming": si leggeva "non iniziata" quando era
quasi finita. Ora e' la negazione di "todo", e regge anche il prossimo stato.
- ClientKanban ripartiva i task con un oggetto a tre chiavi fisse, non derivato
dalle colonne: un task fuori da quelle spariva da ogni colonna e da ogni
contatore, e il cliente ne vedeva meno di quanti ce n'erano, senza errore.
Chiuso anche il cast non verificato al confine del portale (page.tsx), che era
la causa a monte di entrambi: ora ci passa normalizeTaskStatus.
Nessuna migration: tasks.status e' text senza CHECK, le righe esistenti valgono.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 <noreply@anthropic.com>
Dalle impostazioni si poteva solo aggiungere o eliminare un valore: per
cambiargli nome bisognava cancellarlo — strappandolo via da ogni servizio che
lo usava — e ricrearlo a mano. La matita nel chip fa il rename in un passo.
renamePoolValue esisteva gia' e propagava ovunque, tranne in un punto:
importOfferIntoProject copia services.fase dentro phases.title e poi ritrova
la fase confrontando i titoli (phases.offer_phase_id non viene mai popolata,
quindi il titolo e' l'unico legame). Un rename fermo al catalogo lasciava le
fasi dei progetti col vecchio nome e al re-import ne nasceva una duplicata.
Ora propaga anche li', con lo stesso match trim+lowercase del merge.
E' l'unico rename di tassonomia che scrive fuori dal dominio catalogo/offerte,
quindi e' l'unico che chiede conferma, dicendo quante fasi e quanti progetti
sta per toccare.
Tolte anche le UPDATE manuali in renameServiceOption/renameOfferOption: erano
la stessa scrittura che renamePoolValue faceva subito dopo.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 <noreply@anthropic.com>
STATE.md diceva "Phase 27, nessun bloccante" mentre v2.5 e' ferma per scelta e
in produzione e' andato altro. Ora dice cosa e' vero: v2.5 in pausa, modifiche
hub in corso, blocchi A/B/C1 in produzione, e due bloccanti scritti con cosa
manca e chi li sblocca — le credenziali API di TidyCal e LEAD_WEBHOOK_SECRET
su Coolify, senza la quale la route rifiuta tutti (fallimento chiuso voluto).
Sta di nuovo sotto le 100 righe: ci e' rientrato togliendo cio' che STATUS.md
gia' racconta per esteso, non accorciando i bloccanti.
REQUIREMENTS.md guadagna HUB-01..13, con lo stato reale: otto fatti, cinque no.
Fra quelli aperti c'e' anche la conferma del payload Elementor, che oggi e'
gestito in modo difensivo e non verificato sul campo — distinguere "scritto" da
"visto funzionare" e' il punto della regola.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 <noreply@anthropic.com>
POST /api/webhooks/lead con header x-webhook-secret. Un endpoint solo per il
form del sito e per qualunque bridge: il contratto e' un POST, e chi lo manda
non cambia la route.
La normalizzazione dei campi sta in lead-intake.ts, non nella route, perche' e'
la parte che cambia quando si aggiunge una sorgente. Regge tre forme senza
doverle distinguere: payload piatto, `fields` annidati con {value} (Elementor
Pro), e urlencoded per i form che non mandano JSON. Riconosce i nomi italiani
(nome, telefono, azienda, messaggio), che e' come li chiama un form Elementor
scritto in italiano.
Chi compila due volte non diventa due lead. Il riconoscimento e' sull'email: il
secondo invio aggiorna last_contact_date e lascia un'attivita' con quello che
ha scritto, cosi' il messaggio non si perde ma la scheda resta una. Senza email
non si puo' dedurre nulla e si crea.
Due scelte di sicurezza, entrambe diverse dalle route /api/internal:
- Segreto assente in ambiente = 403, non "passa". Le internal possono
permetterselo perche' sono raggiungibili solo da localhost; questa e' esposta
a internet, e un deploy con la variabile dimenticata deve smettere di
accettare lead, non accettarli da chiunque.
- Il rate limit viene PRIMA del confronto sul segreto, altrimenti tentare
segreti a raffica costerebbe zero. Confronto a tempo costante con safeEqual,
lo stesso del gate admin.
src/proxy.ts non intercetta /api/*, quindi da monte non arriva nessuna
protezione: sta tutto dentro la route.
Provato contro il DB di produzione via tunnel SSH, poi ripulito (2 lead e 2
attivita' prima, 2 e 2 dopo): senza segreto 403, segreto sbagliato 403, nome
mancante 422, payload piatto 201, ripetuto 200 "updated" senza duplicare,
forma Elementor 201 con nome/telefono/messaggio mappati, urlencoded 201, e con
starts_at valorizzato il lead nasce con la data della call e un'attivita'
"meeting".
Resta da confermare con un invio VERO da Elementor la forma esatta del suo
payload: qui e' gestita in modo difensivo, non verificata sul campo.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 <noreply@anthropic.com>
Quali progetti vanno consegnati, a che punto sono e se il ritmo regge.
La data attesa non esisteva nello schema. Si deduce da start_date +
duration_months dell'offerta, e projects.due_date (migration 0018) la
sovrascrive quando la durata a catalogo non descrive quel progetto li'.
Entrano solo le offerte una_tantum. Un retainer e' continuativo e una consegna
non ce l'ha per costruzione: in questa lista risulterebbe in ritardo per
sempre. E' lo stesso discrimine che gia' regge il forecast. Teckell, che ha
solo un "Mantenimento", sparisce dalla vista — e sparisce del tutto, non
finisce fra i "senza scadenza" dove sembrerebbe una dimenticanza.
Il semaforo confronta due percentuali, task chiusi e tempo trascorso, con dieci
punti di tolleranza: sotto, la differenza e' rumore, e un semaforo che vira al
rosso ogni settimana storta smette di essere guardato. Oltre la data di
consegna e' rosso e basta.
La barra le mostra entrambe: pieno = fatto, tacca = tempo passato. La distanza
fra le due E' il ritardo, e si legge senza doversi fidare del semaforo.
I progetti senza scadenza calcolabile restano elencati sotto invece di
sparire: sono quelli a cui non e' assegnata un'offerta, cioe' esattamente il
problema che la vista dovrebbe far notare.
StatusBadge guadagna i toni. Serviva perche' i quattro stati di consegna non
sono stadi di lead e cadevano tutti nel grigio di fallback: quattro pillole
grigie non sono un semaforo. I lead continuano a usarlo come prima.
Atteso e verificato sul DB: una sola riga, Rossi Inc in ritardo (22 giu + 1
mese = 22 lug, oggi 19 ago, 3 task su 28), piu' tre progetti senza scadenza.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 <noreply@anthropic.com>
Entry (l'Audit), Signature e Retainer a confronto: quante offerte sono partite
questo mese, quante nell'anno, quanto valgono e quanto e' stato incassato. Le
categorie si leggono da offer_macros.category, cioe' dalla stessa tassonomia
che si edita da /admin/impostazioni: aggiungerne una la fa comparire, senza
toccare il codice. Le categorie configurate compaiono sempre, anche a zero —
"questo mese non e' partito nessun audit" e' una risposta, una riga mancante no.
Il punto delicato e' l'attribuzione dell'incassato. I pagamenti stanno sul
PROGETTO, non sull'offerta: per dire quanto ha incassato una linea di prodotto
bisogna ridiscendere dal progetto alle sue offerte. Un'offerta sola prende
tutto; piu' offerte si spartiscono in proporzione all'accepted_total; nessuna
offerta finisce in una riga "Senza offerta", separata e visibile.
Quella riga separata non e' prudenza teorica. Sui dati di oggi vale il 100%
dell'incassato: 5.300 EUR su 5.300. I due progetti che hanno incassato (Caruso
Speaker, Protocollo Estetico) non hanno nessuna offerta assegnata; i due che
l'hanno (Rossi Inc, Teckell) non hanno ancora incassato. Spalmando quei soldi
sulle tre categorie la dashboard avrebbe mostrato numeri inventati con un
totale che quadra. Cosi' invece si vede che c'e' da assegnare le offerte.
Lo stato dell'offerta non filtra niente: un retainer disdetto oggi ha comunque
incassato quello che ha incassato. Stessa ragione gia' scritta in
getOffersSoldBreakdown — il ciclo di vita riguarda il forecast, non lo storico.
Attesi per il 2026, verificati a mano sul DB: Entry 0, Retainer 1 offerta /
200 EUR, Signature 1 / 7.000 EUR, Senza offerta 5.300 EUR incassati. Nessuna
partenza ad agosto.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 <noreply@anthropic.com>
Il widget dei messaggi esisteva gia', ma era il terzo riquadro della colonna
stretta: sotto la piega, cioe' invisibile. Un messaggio non letto e' la cosa
piu' urgente della giornata e ora sta in testa alla dashboard, a piena
larghezza, due colonne.
Due dati erano gia' in ConversationSummary e non venivano mostrati: da quanto
aspetta il messaggio e su cosa e' stato scritto (fase, task, deliverable o
generale). Sono esattamente i due che dicono con che fretta rispondere. Il
tempo relativo si ferma alla settimana e poi passa alla data: oltre, "23 giorni
fa" non aiuta piu' nessuno.
La fascia sparisce del tutto quando non c'e' niente da leggere, invece di
lasciare a video un riquadro vuoto che si impara a saltare — e con lui si
imparerebbe a saltare anche quello pieno.
relativeTime va in src/lib/dates.ts perche' serve anche altrove. FollowUpWidget
ha ancora la sua copia locale con il prefisso "Contattato": la si unifica
quando la si tocca, non oggi.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 <noreply@anthropic.com>
Per sapere a che punto era un progetto bisognava aprire tre tab e sommare a
mente. Ora la risposta e' sopra i tab: contrattualizzato, incassato, da
incassare, redditivita' oraria, e una barra con i task fatti sul totale.
Nessuna query nuova: sono tutti dati che getProjectFullDetail restituisce gia'
per i tab sottostanti. E' aritmetica su quello che c'e'.
Una scelta: l'incassato si legge dai `payments`, non da `accepted_total`. Il
contratto dice quanto vale il progetto, le rate dicono quanto e' entrato
davvero, e quando i due non tornano e' un'informazione — non un errore di
calcolo da nascondere pareggiando i conti.
MetricCard esce da admin/page.tsx e diventa un componente condiviso: due copie
della stessa card avrebbero iniziato a divergere alla prima modifica.
Numeri verificati contro il DB di produzione, progetto per progetto. Rossi Inc:
7.000 EUR su 30h tracciate = 233 EUR/h sopra il target di 100, 3 task su 28,
1 fase su 4. Teckell, che ha ore ma nessun contratto, mostra "—" e non uno
zero travestito da dato.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 <noreply@anthropic.com>
"Quanto e' costata questa fase" non era una domanda che si potesse fare:
time_entries aveva la sola project_id.
Migration 0018 (gia' applicata a prod): phase_id e task_id su time_entries,
piu' due indici, piu' projects.due_date che serve al blocco successivo. Solo
ADD COLUMN e CREATE INDEX.
Due scelte che vale la pena spiegare:
- ON DELETE SET NULL, non CASCADE. Cancellare un task NON deve cancellare le
ore lavorate su di esso: sono storico fatturabile. L'entry ricade a livello
progetto e il totale del progetto non cambia mai. Con CASCADE, ripulire una
fase avrebbe silenziosamente abbassato il fatturato tracciato. Verificato
sul DB di produzione dentro una transazione con ROLLBACK: cancellato il
task, l'entry sopravvive con task_id NULL, phase_id intatto e i secondi
invariati.
- Il timer su un task scrive ENTRAMBE le colonne. Cosi' il totale di una fase
e' un group-by diretto su phase_id, senza risalire dai task, e comprende
anche il tempo imputato alla fase ma a nessun task in particolare.
Resta un solo timer attivo in tutto l'hub. Da qui una conseguenza in UI: se
sta girando su un task, il timer del tab "Timer" NON si mostra acceso —
mostrarlo acceso farebbe credere che siano due cronometri diversi. Il tab lo
dice a parole e avvisa che avviarlo fermerebbe l'altro.
Le 8 entry esistenti restano valide con entrambe le colonne a NULL, cioe'
"tempo di progetto": e' esattamente cio' che sono.
PhasesTab passa ai token semantici mentre lo si tocca. Non e' zelo: ci si
infila dentro una TimerCell che i token li usa gia', e in dark mode un badge a
token dentro una card bg-white si vede. Un pezzo di DEBT-01 in meno.
Cade startTimerForClient, senza chiamanti da quando la lista progetti non ha
piu' il timer.
Build pulito. L'avvio/arresto dal browser non e' ancora stato provato: si
verifica in produzione, che e' l'unico posto dove esiste il DB.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 <noreply@anthropic.com>
Due rimozioni chieste esplicitamente, che tolgono due doppioni.
Il tab "Commenti" del progetto duplicava /admin/conversazioni. Non era una
scorciatoia: era la seconda copia. `buildEntityMap()` in conversations-queries
cammina clienti -> progetti -> fasi -> task -> deliverable e raccoglie TUTTI i
commenti con l'etichetta dell'entita' di origine, quindi l'inbox e' un
sovrainsieme stretto di quel tab. La lettura non perde niente.
Una cosa la perde, e va detta: dal tab si poteva rispondere sulla singola
entita', mentre `replyToConversation` salva sempre sul thread generale. Non e'
una regressione introdotta qui — e' una scelta di prodotto gia' presa e gia'
annotata in conversazioni/actions.ts — ma da oggi e' l'unica via, e il commento
la' sopra ora lo dice.
Il timer nella lista progetti era l'altro doppione: si avvia e si ferma dentro
il progetto, dove c'e' il contesto per sapere su cosa stai lavorando. Toglierlo
elimina anche una query per pagina (la scansione delle entry aperte).
Cade di conseguenza il codice rimasto senza chiamanti: CommentsTab.tsx,
`postAdminComment`, il campo `comments` di ProjectFullDetail con la sua query, e
i due campi activeTimer* di ProjectWithPayments. `totalTrackedSeconds` resta:
serve al calcolo del EUR/h, che in lista ci sta ancora.
Build e lint puliti.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 <noreply@anthropic.com>
Il push era rimasto bloccato e la riga delle fonti diceva ancora "non in prod".
Ora e' vero il contrario, ma "in produzione" da solo sarebbe fuorviante: i cinque
moduli sono deployati e nessuna route li chiama. La riga dice entrambe le cose,
perche' confondere *deployato* con *funzionante* e' il modo piu' rapido per
credere di avere una feature che non esiste.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 <noreply@anthropic.com>
La roadmap era ferma al 2026-08-08 e diceva ancora "nessuna fase aperta" mentre
v2.5 era gia' partita e Phase 27 era a meta'; REQUIREMENTS.md era ancora quello
di v2.4. STATE.md invece era corretto — segno che aggiornare solo quello non
basta. Da qui la divisione dei ruoli, ora esplicita in testa a ogni file:
- STATE.md orientamento breve (99 righe): dove sta cosa, come funziona il
motore, i blocchi vivi. Niente narrativa.
- ROADMAP.md tutte le fasi 1->30, con lo stato di ciascuna
- REQUIREMENTS.md i 25 requisiti di v2.5 (AUD-01..25) e il backlog
- STATUS.md l'unica narrativa lunga: lezioni e note tecniche
v2.4 chiusa e archiviata in milestones/v2.4-REQUIREMENTS.md.
Decisione nuova: il documento di restituzione usa il design system dell'area
admin ("Quiet Luxury"), non una tipografia sua — token semantici, Plus Jakarta
Sans, Geist Mono per metriche e date, StatusBadge per gli impatti. Sostituisce
la deroga tipografica prevista dal piano. I font sono gia' self-hostati da
next/font/google, quindi la CSP font-src 'self' e' soddisfatta senza lavoro, e
il documento non aggiunge debito a DEBT-01 perche' nasce gia' a token.
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- scripts/spike-audit.ts lo spike che ha risposto alla domanda "la
verifica delle voci su un sito reale e'
affidabile e produce problemi concreti?".
Deliberatamente ISOLATO: non importa da src/,
non tocca il database, non tocca l'hub.
- scripts/seed-checklist.ts emette SQL su stdout, cosi' il popolamento della
rubrica passa dalla stessa procedura SSH+docker
exec delle migration invece che da uno script
usa e getta puntato al DB di produzione.
- scripts/data/checklist.json le 264 voci, 71 delle quali valgono anche per i
siti non-ecommerce.
.gitignore esclude spike-audit-*.json: sono i dati del sito di un cliente.
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src/lib/audit/sources/ — raccolta dati, nessun LLM. Cinque moduli:
- fetch.ts home + fino a 3 pagine interne per profilo, piu' gli helper di
rete condivisi dalle altre fonti (ritentativi su 429/5xx e
timeout, tetto di concorrenza, navigazione JSON difensiva)
- pagespeed.ts 153 audit Lighthouse fatti sul DOM renderizzato, falliti
ordinati per gravita' con elementi concreti, per_id per la
checklist, fasi LCP, screenshot
- crux.ts dati di utenti reali, con scala di ripiego a quattro gradini
- history.ts Wayback CDX, istantanee a 1/3/5 anni, confronto con la home
- signals.ts RDAP, robots/sitemap, JSON-LD, hreflang, piattaforma, header
Regola comune: nessuna fonte puo' uccidere la pipeline. Chi fallisce restituisce
un risultato con `errore` valorizzato — e "non ha risposto" resta distinto da
"ha risposto che non ci sono dati", perche' il documento deve poterlo dire.
Provate sul campo su giojello.com prima di costruirci sopra, e il giro ha
trovato quattro cose che il typecheck non poteva vedere:
- fasi_lcp usciva vuoto: largest-contentful-paint-element non esiste piu'
nell'API pubblica, ora e' lcp-breakdown-insight con subpart/duration e senza
percentuali (si calcolano). Dice che il 91% dell'LCP e' ritardo nel *trovare*
la risorsa, non peso dell'immagine: comprimere le foto non toccherebbe nulla.
- ttfb_ms era un nome pericoloso. Lighthouse da' 7 ms, CrUX da' 3.553 ms di p75:
il server risponde in fretta al datacenter Google e lento a tutti gli altri.
Con lo stesso nome il sintetizzatore li tratterebbe come un numero solo, da
qui risposta_server_ms.
- le dimensioni dello screenshot erano sempre null: configSettings.screenEmulation
non esiste. Ora si leggono dai byte dell'immagine — 250x498, leggibile.
- Wayback andava in timeout a 30 s e la fonte usciva vuota.
Nessun renderer headless, da nessuna parte: il VPS non regge Chromium e non
serve, gli audit Lighthouse arrivano gia' fatti sul DOM renderizzato.
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Sette tabelle additive per la milestone v2.5 "Audit": audits, audit_findings,
audit_optimizations, checklist_items, audit_checklist_results, audit_runs e
audit_visits. Nessun DROP, nessun TRUNCATE, nessuna colonna rimossa.
Tre scelte che vale la pena spiegare:
- Colonne scalari su audits, non un jsonb unico. A differenza di proposals non
c'e' snapshot da congelare: il copy fisso sta in moduli TS versionati e
l'editor mappa 1:1 sui campi. Tutti i campi di contenuto sono NULLABLE — e'
cio' che rende possibile "si salva sempre, anche a meta'".
- checklist_items.profili e' jsonb: 71 voci su 264 valgono per entrambi i
profili, una colonna singola costringerebbe a duplicarle.
- audit_checklist_results.esito ammette 'non_verificabile'. E' l'esito piu'
frequente misurato sullo spike (107 su 204) e serve a sapere quanto il motore
NON riesce a vedere: buttarlo via renderebbe impossibile misurare se le
rilevazioni Lighthouse stanno recuperando terreno.
Migration gia' applicata in produzione il 2026-08-18, dati esistenti intatti.
CLAUDE.md annota la deroga al vincolo LOCKED #5, limitata agli asset di audit.
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I mock per pagina erano file HTML senza estensione, mentre CLAUDE.md li
descriveva come cartelle design-reference/pagina-*/ - un path che non
esisteva. Rinominati in pagina-*.html e aggiornati i riferimenti anche in
DESIGN-SYSTEM.md.
CLAUDE.md:
- puntatori corretti dopo il riordino di .planning/ (security/, STATE.md a
digest, REQUIREMENTS.md come backlog corrente)
- rimosso il paragrafo sui doc superseded: i file non esistono piu
- annotato che i mock sono scritti in slate-* raw perche precedono la
regola dei token: vanno tradotti, non copiati
- rese esplicite le eccezioni sanzionate alla regola dei token (colori di
stato di StatusBadge, verde brand della sidebar, HTML delle email)
- vincolo LOCKED #4: annotata l'unica deroga, getClientGate() legge
getServerSession per l'anteprima admin in sola lettura e solo con
?preview=1 (Phase 26). Testo approvato dall'utente
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STATUS.md e .planning/STATE.md raccontavano la stessa storia in due posti
con date diverse, e STATE.md si contraddiceva: frontmatter fermo a
"milestone v2.3 / executing" quando v2.3 e shipped, l'anteprima admin data
per "NON committata" mentre e il commit 187550f deployato l'8 agosto,
Session Continuity ferma al 29/07 e la tabella Performance Metrics spezzata
a meta.
Il template GSD dice esplicitamente che STATE.md deve stare sotto le 100
righe ("a DIGEST, not an archive"): ne aveva 177, quasi tutte narrativa.
- STATUS.md assorbe la narrativa e diventa l'unico posto dove si racconta
il progetto. Nuova sezione "Lezioni operative" per le trappole in cui si
ricasca: il gate OTP non va nel layout App Router (il payload RSC
trapela), ricreare il dominio Resend rigenera la chiave DKIM, .env.local
non e allineato a produzione dal 28/07, Playwright non funziona contro
npm run dev
- STATE.md sceso a 98 righe, con i campi che state.cjs legge davvero.
Frontmatter corretto a v2.4, blocchi gia risolti (DKIM, env Coolify)
rimossi, nulla risulta piu "non committato"
- il debito design era sottostimato: non 11 pagine ma ~40 file e ~450
occorrenze. Esclusi perche legittimi AdminSidebar (eccezione brand),
mailer.ts (HTML email) e i colori di stato di StatusBadge
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.planning/ documentava in dettaglio cio che era vecchio e per niente cio
che e in produzione: le fasi 11-22 (v2.1 e v2.2, chiuse a giugno) erano
ancora in phases/ mentre v1.0 e v2.0 stavano gia in milestones/, e il
lavoro degli ultimi due mesi - gate OTP e ciclo di vita dei retainer, cioe
quello che gira su hub.iamcavalli.net - non aveva nessuna cartella.
- phases/{11,12,14} -> milestones/v2.1-phases/, phases/{18..22} ->
milestones/v2.2-phases/. Ora phases/ contiene solo la milestone in
corso, che e quello che state.cjs conta per il progresso
- v2.1-ROADMAP.md ricostruito: era l'unica milestone senza archivio,
interrotta dal reset del 19/06 e mai chiusa formalmente
- v2.3-ROADMAP.md + v2.3-REQUIREMENTS.md: v2.3 e stata eseguita fuori dal
ciclo GSD, non esistono PLAN/SUMMARY per fase. L'archivio E la doc
- REQUIREMENTS.md riscritto per v2.4 con il backlog reale
- phases/13 e phases/26: SUMMARY ricostruiti da commit, migration e
STATUS.md. 26 e il primo numero libero
- research/: cancellate 4 varianti dello stesso PITFALLS e FEATURES/
SUMMARY, superati da PROJECT.md. Diverse anti-feature erano ormai
contraddette dai fatti (il Kanban e stato costruito in Phase 19,
l'email in v2.3, il time tracking esiste)
- cancellati UI-RULES.md e DESIGN-SYSTEM.md (CLAUDE.md li dichiara
superseded: impongono l'inverso della regola attuale) e HANDOFF.md,
fermo al 13/06
- SECURITY-*.md -> security/: audit chiuso, ma i report restano la doc di
cosa e stato ruotato e perche
- PROJECT.md/MILESTONES.md/ROADMAP.md allineati: milestone corrente v2.4,
sessione OTP 90gg non 30, migrazioni fino alla 0016
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Quando un cliente segnalava "non trovo una cosa" non c'era modo di
guardare il portale con i suoi occhi: il gate OTP lascia entrare solo
lui. Dall'elenco clienti ora un'icona apre /client/<slug>?preview=1.
getClientGate() accetta { previewRequested } e salta il gate solo se il
query param c'è E getServerSession(authOptions) è valida. Senza param
anche un admin vede il gate OTP, così il gate resta testabile dal vivo.
Ritorna preview: true senza sintetizzare una ClientSession: un admin in
anteprima non è un cliente autenticato, e confondere i due stati li
renderebbe indistinguibili proprio dove serve distinguerli.
Sola lettura perché il portale scrive davvero: /api/client/approve e
/api/client/comment autenticano sul token nel body, non sulla sessione,
e deliverables.approved_at è immutabile una volta impostato (LOCKED #3).
La protezione è a livello di UI, non di API — impedisce l'incidente, non
difende da sé stessi. Il flag passa da PreviewProvider e non per prop
drilling: ApproveButton sta quattro livelli sotto la dashboard.
Deviazione consapevole dal vincolo LOCKED #4: una route client ora legge
anche la sessione Auth.js. CLAUDE.md non è aggiornato, la sezione LOCKED
richiede approvazione esplicita.
Verificato col build di produzione contro il DB reale (sole letture):
gate OTP senza sessione admin, con cookie contraffatto e con preview=0/
abc/vuoto; portale con banner e composer disattivato con sessione valida,
sia a progetto singolo sia a due progetti. Il ramo ApproveButton non è
esercitabile dal vivo: in produzione deliverables è vuota.
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Il campo password non offriva modo di rileggere quanto digitato, quindi
un accesso fallito era indistinguibile da un errore di battitura.
Toggle inline e non nuovo primitivo in ui/: `type="password"` compare una
sola volta in tutto il codebase. type="button" perché dentro un <form> il
default è submit, e tabIndex -1 per tenere il Tab sulla sequenza campo →
Accedi. Classi a token semantici; gli hex literal preesistenti di questa
pagina restano da migrare a parte.
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Un retainer, una volta assegnato, non si poteva fermare: project_offers
aveva solo start_date e il forecast sommava il canone a ogni mese
dell'orizzonte da li in poi, per sempre. Un cliente che disdiceva
continuava a gonfiare il forecast a 12 mesi e a vedersi l'abbonamento
attivo nel portale.
- migration 0016 (gia applicata a prod): project_offers.status
(attivo|sospeso|cessato, CHECK) + end_date. Additiva pura, default
'attivo' cosi le righe esistenti conservano il comportamento di prima
- forecast: i retainer si fermano a end_date, sospesi e cessati escono.
getOffersSoldBreakdown NON filtra per stato: e uno storico di vendita,
escludere le cessate riscriverebbe il passato
- offersAcceptedTotal esclude le cessate (default del piano pagamenti)
- admin: comandi Sospendi/Riattiva/Cessa + data fine nella tab Offerte,
solo per i ricorrenti. setProjectOfferLifecycle valida con Zod e filtra
anche per project_id, cosi un id arbitrario non tocca altri progetti
- portale: "Attivo dal", "fino al", badge In pausa, "Canone mensile"
invece di "Prezzo finale"; le cessate non arrivano al client
- fix: un retainer sospeso continuava a intestare i pagamenti "Totale
Pagamento Mensile" e a sovrascrivere l'importo
Igiene nello stesso giro:
- STATUS.md riscritto: era fermo al 22 giugno e diceva che node/docker non
sono disponibili sul server e che le migrazioni si applicano da locale
con uno script postgres.js — il contrario della procedura reale
- rimossi ChatSection/CommentList/CommentForm, senza importatori (308 righe)
- overrides postcss>=8.5.18 e sharp>=0.35.0: 3 CVE high transitive di Next
senza fix upstream. npm audit ora pulito, build verde
Verifica: forecast controllato sui dati veri in 5 scenari (baseline
invariata, end_date, sospeso, cessato, ripristino); portale verificato nei
4 stati; tab admin verificata con Playwright sul build di produzione
(i comandi non compaiono sulle una tantum). Dati di test ripuliti,
tabelle protette invariate 4/5/11/10.
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Gate OTP live su hub.iamcavalli.net. Verificato: gate senza cookie con zero
dati di progetto nell'HTML, no-enumeration, codice sbagliato/corretto,
cookie Secure+HttpOnly+SameSite 90 giorni, rientro col cookie, isolamento
fra clienti. Dati di test rimossi, tabelle protette invariate.
Resta da popolare la whitelist dei 3 clienti reali.
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Il dominio e stato ricreato su Resend (nuovo id) e i DNS rimessi: DKIM,
SPF TXT e MX tutti verified. Invio da no-reply@iamcavalli.net verso un
indirizzo esterno confermato riuscito.
Annotato che ricreare il dominio su Resend rigenera la chiave DKIM, quindi
i valori DKIM annotati in passato non sono affidabili.
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- RESEND_API_KEY e RESEND_FROM create su Coolify (production + preview)
- sendEmail() verificato con il template OTP reale: {ok:true}
- unico blocco residuo: TXT resend._domainkey.iamcavalli.net ha una chiave
vecchia, dominio Resend status=failed, invio dal dominio rifiutato 403
- valore DKIM corretto e sequenza di ripresa annotati in STATE.md
- note API Coolify: envs non accetta is_build_time (422)
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Il portale /client/<slug> era protetto dal solo token in URL: chiunque
ricevesse o intercettasse il link entrava, per sempre, senza identificarsi.
Ora l'admin registra le email autorizzate per cliente e il cliente si
identifica con un codice usa-e-getta prima di vedere qualsiasi dato.
- Resend 6.18.1 + src/lib/mailer.ts (Result tipizzato, mai catch silenzioso)
- migration 0015 (gia applicata a prod): client_emails, otp_codes,
clients.sessions_valid_from. Additiva pura, conteggi verificati pre/post
- admin: sezione "Accessi al portale" in /admin/clients/[id] con whitelist
e revoca sessioni in blocco
- gate: codice 6 cifre CSPRNG, hash SHA-256 (mai il codice in chiaro),
TTL 15 min, max 5 tentativi, rate limit su entrambi gli endpoint,
risposta identica per email in whitelist e non (no enumeration)
- sessione: cookie HMAC per-cliente, 90 giorni, httpOnly/secure/lax
Il gate sta in cima alla page, NON nel layout: nell'App Router il segmento
page viene renderizzato in parallelo al layout, quindi gattare nel layout
nascondeva la dashboard a schermo ma lasciava fasi, task e pagamenti nel
payload RSC dell'HTML (46907 byte -> 17594 dopo il fix). Verificato.
Verifica: build OK, 9/9 test E2E in locale contro il DB di produzione.
NON DEPLOYARE prima di: RESEND_API_KEY+RESEND_FROM su Coolify e whitelist
popolata per i 3 clienti reali (oggi vuota) - altrimenti il gate li chiude
fuori dal loro portale. Checklist in .planning/STATE.md.
SEND-01/02 (invio preventivo via email) rinviati a v2.4 su richiesta.
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Verificato prima di cancellare: le 10 cartelle di fasi in
planning-fasi-duplicate/ erano byte-per-byte identiche alle copie in
.planning/milestones/ (diff -rq su ognuna), i 13 script one-off erano
gia eseguiti su fasi chiuse, e CLAUDE-SECURITY-*/ conteneva solo i
metadati di una run interrotta. Tutto resta comunque in git fino a
94b3b2f^.
CLAUDE.md citava ancora gli scripts/push-*.ts come vecchio metodo per
le migrazioni: quei file non esistono piu, quindi il riferimento
puntava a fantasmi. Ora la procedura SSH+docker exec e l'unica indicata.
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Rimossi i doppioni e gli artefatti accumulati, senza cancellare nulla di
definitivo: tutto cio' che serviva una revisione e' parcheggiato in cestino/
(gitignored), documentato in cestino/LEGGIMI.md.
- .planning/phases/01-10: 10 cartelle identiche byte-per-byte alle copie in
.planning/milestones/v1.0-phases e v2.0-phases. HANDOFF.md:33 documentava che
furono copiate e non spostate, lasciando la pulizia 'facoltativa in futuro'.
Verificata l'identita' con diff -rq prima di spostare ciascuna.
- scripts/: 13 script one-off gia' eseguiti (push-*, migrate-*, validate-*,
verify-12-03-*) piu' reset-and-import-services.ts, che cancella dati.
Restano i 3 riutilizzabili: seed, import-services-notion, import-service-offer-tags.
- CLAUDE-SECURITY-20260727-210226/: cartella di lavoro della run interrotta.
Cancellati subito, senza revisione: 6 .DS_Store, le due cache .impeccable/
(una era dentro src/) e tsconfig.tsbuildinfo.
.gitignore: aggiunti cestino/, .impeccable/ e CLAUDE-SECURITY-*/ per evitare
che si riformino.
src/ non e' stato toccato: la struttura e' dettata dall'App Router di Next.
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CORREZIONE: la password Postgres trovata in git NON era attiva. La verifica
iniziale si limitava a constatare che la stringa comparisse in .env.local e ne
deduceva che fosse quella viva. Il confronto del verifier SCRAM-SHA-256 di
pg_authid contro i due candidati mostra che quella committata non combacia:
era gia stata ruotata. La voce DATABASE_URL porta 5432 di .env.local e' stale.
Severita' reale: BASSA, non CRITICA. Nessuna rotazione necessaria.
Chiusi via API Coolify: INTERNAL_SECRET creata (le route /api/internal/*
rispondono ora 403 invece di 404, oracolo di enumerazione token chiuso) e
ADMIN_PASSWORD portata da 15 a 32 caratteri. Redeploy verificato.
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I 4 slug esistenti avevano suffissi da 4 caratteri generati con Math.random();
ora 12 caratteri CSPRNG. Lo slug risolve prima del token, quindi era il vero
anello debole dell'accesso alla dashboard cliente (C-2).
Lo script SQL NON e' committato di proposito: contiene gli slug in chiaro, che
sono credenziali bearer verso /client/<slug> — committarlo ripeterebbe la fuga
di credenziali trovata al punto 1 dell'audit.
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Audit di sicurezza su tutta l'app. Report in .planning/SECURITY-SCAN.md (codice),
.planning/SECURITY-AUDIT-INFRA.md (dipendenze/segreti/deploy) e piano in
.planning/SECURITY-REMEDIATION-PLAN.md.
CRITICO — l'autorizzazione admin era un unico punto di rottura: nessuna delle 21
pagine /admin controllava la sessione e admin/layout.tsx renderizzava comunque i
figli quando mancava. L'unico guard era proxy.ts, su un Next.js affetto da
GHSA-6gpp-xcg3-4w24 (proxy bypass). Ora il layout è un secondo gate indipendente;
proxy.ts marca il path con un token derivato da NEXTAUTH_SECRET, così il gate non
è aggirabile forgiando header e fallisce chiuso se il proxy non gira.
ALTO — gli slug cliente avevano 4 caratteri casuali da Math.random() (~20 bit,
1.7M tentativi) e risolvono prima del token: ora 12 caratteri via nanoid
(CSPRNG, ~62 bit). Aggiunto rate limit al ramo /client/, che ne era privo.
ALTO — src/lib/quote-actions.ts esponeva due server action pubbliche senza
autenticazione, una delle quali scriveva su DB. Codice morto, zero chiamanti:
rimosso.
MEDIO — i quattro dangerouslySetInnerHTML nelle sezioni proposta rendevano output
AI come HTML grezzo su pagina pubblica, alimentato da transcript di terzi. Sostituiti
con RichText (whitelist di emphasis, nessun HTML al DOM). I transcript ora sono
recintati in tag che il system prompt dichiara essere dati, non istruzioni.
Inoltre: next 16.2.6 -> 16.2.12 e next-auth 4.24.14 -> 4.24.15 (chiude 9 CVE Next
piu GHSA-xmf8-cvqr-rfgj su getToken, raggiungibile dal proxy); HSTS e CSP;
potatura della Map di rate-limit.ts, che cresceva senza limite; espunta la password
Postgres di produzione dai due 07-01-SUMMARY.md.
Verificato: tsc pulito, build OK, smoke test su login/redirect/header forgiati.
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